Cinderella’s Games of Fiarc 2014

Cominciamo con i numeri: 860 euro di trote immesse (4,5 euro al chilo), di pezzatura media (intorno a 1,8 chilogrammi), per cui in acqua sono entrati circa 191 chilogrammi di pesce, pari a circa 106 pezzi. Nel lago teatro dell’evento che tra poco descriveremo, erano presenti, pagate e lasciate dai pescatori dei giorni precedenti, almeno un’altra quindicina di trote della stessa taglia, per un totale di 121 pesci pescabili. Nei due giorni di venerdì e sabato, notturna compresa, abbiamo catturato un centinaio di salmonidi, rendendo la pescata memorabile ed il carniere ricco (personalmente, ho portato a casa 8,3 chilogrammi di filetti spellati e deliscati: una delizia per il palato!).

Sempre nelle giornate di venerdì e sabato sono stati lanciati 27 piattelli e 27 palloni in 18 volèe di 3 bersagli a piazzola per arciere, con Cesare Martinelli, primo classificato, che è riuscito a colpirne 18, poi a scalare Federico Poli, e il sottoscritto, che con il long bow si è piazzato terzo, a seguire tutti gli altri partecipanti. Nessuno a zero… l’onore è stato salvo! Fra le “grandi cifre” dovrebbero figurare a pieno titolo anche i pranzi e le cene con le relative portate, ma per decenza preferisco soprassedere, dicendo solo che mi mancano… tanto.

La manifestazione in oggetto è stata il Cinderella’s Games of Fiarc 2014, appuntamento agonistico nato dalla volontà di riunire in una location spettacolare gli arcieri innamorati della pesca e del tiro a volo, per consentire loro di trascorrere la “vacanza dei loro sogni”: amicizia, condivisione della stessa passione per l’essenza del tiro istintivo da farsi con tutti gli archi (dallo storico al compound, senza limitazioni “ideologiche”), tiri spettacolari fino a consumarsi le articolazioni, no limits su orari e catture, senso di sfida fra cacciatori-pescatori che prende corpo quando riaffiora l’istinto del predatore, e non è mancato neppure un tuffo in piscina durante le pause. Questi sono stati i “Giochi di Cenerentola” della Fiarc 2014: un raduno “poco competitivo ma molto ludico”, che si è svolto in giugno a Sellano (Pg), un borgo medievale interamente ristrutturato dopo il terremoto che ha colpito la Regione nel 1997 e che ora si presenta come un capolavoro stilistico, perfettamente armonizzato con il lussureggiante territorio agreste e collinare dell’Umbria.

Dal paese, scendendo verso la valle dove scorre il torrente Vigi (affluente di destra del fiume Nera), si raggiunge il Ristorante Loch Ness (http://www.ristorantelochness. com/lago.html) con annesso lago e, a monte, prati pascolo chiusi fra le pendici dei monti che fiancheggiano la Valnerina. Ed è proprio qui che abbiamo allestito la prova, immettendo in più riprese le trote nelle acque fredde e cristalline del lago Loch Ness. Ed è sempre qui che abbiamo montato le macchine lanciapiattelli e lanciapalloni (che, per la cronaca, si sono comportate benissimo pur in presenza di vento) ed è ancora qui, nel Ristorante Loch Ness, che ci siamo “giocati” almeno un chilo del peso perso a fatica con le diete primaverili! Posso aggiungere soltanto una considerazione ed un invito, rivolti a chi non c’era: la prima è che “non avete neppure lontanamente idea di quello che vi siete persi” ed il secondo recita “non è mai troppo tardi, siete invitati sin da ora all’edizione 2015, più o meno nello stesso periodo”. La parola spetta ora inevitabilmente alle foto…

Per maggiori informazioni: paolopasquini.arco@alice.it.

PAOLO PASQUINI