Ritorno al passato, ora futuro

I corsi e ricorsi della storia si potrebbe quasi dire a proposito dell’inevitabile accostamento, che sorge spontaneo fare, tra il Campionato italiano di pesca con l’arco, organizzato nel lontano novembre 1991 dalla Compagnia Fiarc 04Tbow sulle sponde del lago La Geretta di Eupilio (Co) e la recente gara pesca con l’arco “battuta di pesca” del febbraio scorso al lago Sgagna di Pontirolo Nuovo (Bg), curata in combine dalla 04Nabò e dalla 04Owls.

Perché questo accostamento? Perché nel rileggere quanto scrisse Alessandro Mariani nel 1992 sul numero 1 del Notiziario Fiarc, commentando l’evento appunto del 24 novembre 1991, resto stupito dalla freschezza ed attualità delle sue parole, che parlano di una passione immutata e delle stesse luci ed ombre che, allora come ora, sussistono nella nostra disciplina di pesca con l’arco.

La passione è quella che nel ’91 portò in gara 85 arcieri per un Campionato italiano, diventati 40 (su 57 iscritti) nella gara odierna: non pochi per una competizione che mancava da oltre 20 anni e che è stata penalizzata dalle pessime previsioni meteo.

La passione è quella che ha spinto alcuni “giovani” di allora a ripresentarsi “diversamente giovani” in gara a febbraio e ad andare ancora a podio.

La passione sono i tanti arcieri con tessera oltre il numero 30.000 che si sono cimentati per la prima volta in questa disciplina. Le “luci” si accendono sull’ottimo livello tecnico degli arcieri in gara, nel complesso dotati di archi e frecce da pesca validamente messi a punto, nonché in grado di eseguire correttamente il gesto tecnico del tiro dinamico con stima della rifrazione.

Insomma, non si sono viste frecce curvare a casaccio, una volta entrate in acqua… e per i molti alla loro prima volta non è davvero poco. Luci accese per la logistica, semplicemente perfetta nella registrazione, il briefing, il rispetto dei tempi di gara, la premiazione, il ristoro (addirittura itinerante, con ragazzi che ti offrivano caffè e pasticcini mentre eri in attesa di un avvistamento).

Ancora luce sull’arbitraggio: la capocaccia Sara Migliorelli si è “messa in gioco” su una gara che riappariva dopo 20 anni, contribuendo al regolare svolgimento delle varie fasi della competizione. Non voglio essere osannante a prescindere ed odio le “passerelle”, però non posso esimermi dal complimentarmi con Fabrizio e Claudio Fodera che “ci hanno creduto”, con il consigliere federale Paolo Codini che è riuscito a presenziare a questa rinascita, con Elena Fodera che ha realizzato le stampe calcografiche in tiratura limitata per gli arcieri a podio e con la Top Archery di Gallarate che ha sponsorizzato l’evento. “Le ombre” si allungano, invece, su quello che anche nel ’91 fu il tasto dolente. Ne voglio parlare citando testualmente dal Notiziario Fiarc: “Nonostante due lanci da 150 chili… i pesci avvistati… sono stati piuttosto pochi… la gara si è esaurita nei primi minuti quando alcuni, per loro fortuna, velocità e destrezza, hanno incarnierato 3-4 pesci ponendo sulla gara una seria ipoteca”.

Ed è esattamente ciò che è successo anche a febbraio. Questa circostanza, ovviamente negativa ed in grado di scoraggiare future partecipazioni di arcieri non disposti a guardare inutilmente l’acqua per un buon 80% della gara, potrebbe essere aggirata puntando a fare prove in laghetti più piccoli o con sponde opposte ragionevolmente vicine, per evitare che i pesci possano spostarsi al centro in una zona sottratta al raggio d’azione delle frecce. Non voglio però dilungarmi oltre e, nel rinnovare il plauso per l’allestimento di questa gara che spero diventi la prima di una nuova serie, riprendo, sottoscrivo e rilancio l’appello che scrisse Mariani nel già citato Notiziario Fiarc. “Si è approfittato dell’occasione per ribadire a tutti i presenti le difficoltà sempre esistite nella convivenza con i pescatori cannisti (ed i gestori, l’opinione pubblica, le istituzioni, aggiungo io): mi appello ancora una volta a tutti gli arcieri pescatori perché vengano rispettati i diritti di tutti e perché gli sforzi compiuti… per costituire una rete di specchi d’acqua convenzionati non vengano vanificati dalla stupidità di pochi o da atti inconsulti dei quali poi ci pentiremmo in seguito”.

Spero che i pochi arcieri, che so aver commesso scorrettezze stupide, che leggeranno queste righe possano capire il rischio a cui hanno esposto, in primis, la loro stessa passione, che siano memori delle interdizioni agli arcieri pescatori maturate in passato e solo recentemente in parte rimosse e che arrivino, infine, ad essere più responsabili, contribuendo a costruire piuttosto che a distruggere. E la classifica di questa gradita rentrée? Naturalmente sul sito Fiarc!

Per maggiori informazioni: paolopasquini.arco@alice.it.

PAOLO PASQUINI